Metafore Organizzative

Metafore Organizzative: 1. La Macchina

Lo senti il rumore rombante di questo bolide? Ogni singola parte sta funzionando a meraviglia; è stata pensata e scelta per questo. E’ un meccanismo perfetto, oliato a dovere. Efficiente, affidabile, prevedibile nelle prestazioni. Un sogno diventato realtà, una sicurezza che non ti lascia mai a piedi.

Prendi spunto allora per la tua organizzazione e usa tra le metafore di riferimento per le tue scelte quella della macchina. Pianifica i tuoi obiettivi, strutturati di conseguenza e controlla che tutto proceda a dovere. Specifica i dettagli e assegna ad ognuno un compito così saprà cosa deve fare. Assumi solo per fare un determinato lavoro, perché efficienza e produttività sono indubbiamente nell’interesse di tutti.

C’era una volta…

Catena di montaggio

Probabilmente è qualcosa di simile che Frederick Taylor aveva in mente nel 1911 quando si esprimeva così:

“Questo compito specifica non solo cosa deve essere fatto, ma come deve essere fatto e il tempo esatto concesso per farlo”.

“L’organizzazione scientifica del lavoro” (1911)

Una descrizione che calza con la metafora del meccanismo e che ha permesso proprio in quegli anni a Henry Ford, grazie alla sua catena di montaggio mobile, di portare il tempo di produzione del suo modello T da 12 ore a 90 minuti, abbassandone drasticamente il costo e permettendo a sempre più persone di acquistare la propria automobile.

Lo stesso Ford ha dovuto però prendere atto del fatto che questi benefici per la produttività non erano così apprezzati dai lavoratori. Infatti 53.000 operai ogni anno lasciavano le sue fabbriche per trovarsi un impiego migliore. Una situazione che è cambiata solo col raddoppio della paga per raggiungere i fantomatici 5$ al giorno.

Non è tutto oro quel che luccica

Uomo con meccanismo al posto del cuore
Oggi mi sento una macchina

Questo intenso ricambio di dipendenti ci fa capire che chiunque era sostituibile. D’altra parte se l’organizzazione lavora come una macchina, rimanendo dentro la metafora, ogni impiegato è un ingranaggio che vale quanto gli altri. E gli ingranaggi non sono pagati per pensare.

In organizzazioni pensate in questo modo, e non è detto che l’uso della metafora del meccanismo per prendere le proprie decisioni sia per forza conscio, si sa perfettamente cosa attendersi da ognuno. Allo stesso tempo si sa anche cosa non ci si può attendere. Se l’efficienza è la priorità sarà naturale che si instauri una forte burocrazia a sostegno di questo principio. In pratica, la burocrazia sarà quel fattore che terrà tutti i vari ingranaggi umani in posizione per permettere alla macchina di funzionare a puntino.

Purtroppo le conseguenze saranno:

  • la de-responsabilizzazione (“non è compito mio”, “faccio quello che mi dicono”) come contraltare al “fai quello che ti si dice di fare”;
  • l’apatia, il disinteresse, la mancanza di orgoglio;
  • la perdita del pensiero creativo;
  • l’assenza di iniziativa (che può diventare qualcosa da punire);
  • la scarsa comunicazione;
  • la miopia dei vari dipartimenti orientati all’eccessiva specializzazione;
  • la lotta al potere per sottrarsi allo status di “ultima ruota del carro”

L’altro lato della medaglia

E’ innegabile che questa metafora abbia comunque prodotto molti vantaggi alle aziende che l’hanno adottata ed è importante sempre mantenere una prospettiva ampia su sistemi complessi come quelli dei contesti organizzativi.

Infatti questa metafora e la conseguente organizzazione del lavoro sono molto utili nelle situazioni in cui delle macchine lavorerebbero al meglio:

  • compiti ben definiti
  • ambienti stabili
  • costanza di tempi e prodotti
  • precisione come valore aggiunto

e ovviamente tenendo conto che le persone assecondino e facciano quanto previsto.

Ragazza dentro ad un fast food
Il fast food: vorresti un panino che cambia gusto e presentazione ogni volta?

Attività come i fast food, la logistica, la manutenzione e persino la chirurgia hanno posto per questo approccio. In pratica dove precisione, sicurezza e responsabilità portano un valore aggiunto.

Ugualmente, nei casi in cui le macchine non sono adatte, la scelta dovrebbe orientarsi ad altre metafore organizzative. Se c’è bisogno di flessibilità, creatività, adattabilità, una macchina per funzionare può solamente essere ri-progettata e modificata oppure diventa obsoleta.

Conclusioni

La metafora organizzativa della macchina è uno dei modi, consapevoli o meno, con cui una organizzazione può strutturarsi. Questa metafora avrà ripercussioni importanti non solo sull’aspetto operativo, ma anche sul clima, gli atteggiamenti e le prestazioni di chi ci lavora. E anche di chi ci viene a contatto. Essa va scelta accuratamente per contesti che ne permettano la valorizzazione. Sicuramente in un mondo che usa costantemente la metafora del cambiamento persistente e insiste sull’importanza di rispondere ad un ambiente in continua evoluzione, la sua utilità è limitata a organizzazioni ben specifiche, nelle quali i lati negativi che si porta dietro andrebbero accuratamente valutati e gestiti.

Esercitatevi con le metafore!

Divertitevi a trovare tutte le metafore che ho usato nell’articolo, non limitandovi solo a quelle relative alla macchina che ho scelto appositamente per rimanere in tema, ma anche alle altre e soprattutto a quelle implicite (link).

Trovate lo stesso articolo qui con le metafore evidenziate in questo colore.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *