Famiglie di metafore

Famiglie di metafore: La Guerra

“Dai spara! Voglio proprio sentire questa bomba…”

Ormai frasi come queste sono diventate parte del modo in cui ci esprimiamo ogni giorno, ma può sfuggire all’attenzione che riguardano metafore legate alla tema della guerra.

Un’altra cosa che può essere poco evidente è che le metafore si possono raggruppare in famiglie con un argomento comune. Vediamone altre di semplici che, in questo caso, trattano la guerra:

  • Ammazzare il tempo
  • Morire di fame
  • Colpire nel segno
  • E’ il mio punto debole
  • Mi ha attaccato

Riuscite a scorgere come anche espressioni quotidiane hanno un nesso con la battaglia, lo scontro, la morte?

Metafore di guerra più articolate

L’immaginario diventa ancora più ricco con espressioni più articolate. Pensate a quali scene possono evocare frasi come:

  • La sua posizione è indifendibile, gli tocca arrendersi
  • Ha usato tutte le cartucce che aveva, è finita
  • Devo decidere in fretta, ho una pistola alla tempia
  • Gli sono passato sopra come un carro armato

In passato con ci avevo fatto granché caso, ma da quando ho imparato a sentirle non posso fare a meno di riconoscere metafore come queste in ogni cosa che viene detta.

E questo mi fa anche pensare al fatto di quello che si genera in me e negli altri se si usa un determinato tipo di frasario. Adoperare la metafora della guerra rende la situazione più ostile di quello che è richiamando uno scontro in cui la soluzione prevede che qualcuno rimanga ferito, sofferente o peggio.

Il business è una guerra?

Fare guerra al telefono
Sentire parole (e metafore) minacciose aiuta ad alzare i toni delle discussioni

Il mondo aziendale attinge a piene mani dalla metafora della guerra. Vi siete mai resi conto che i titoli inglesi che si usano per stabilire la catena gerarchica (a proposito “gerarchia” è anche un termine guerresco) sono degli acronimi che contengono la parola “ufficiale”?

Il CEO di un’organizzazione è il Chief Executive Officer. “Officier” è proprio l’ufficiale militare e pure la parola “Chief”, cioè “capo”, rimanda alla struttura di comando usata dai soldati.

Nel business si parla anche di obiettivi, strategie, tattiche e si usano con tranquillità espressioni come:

  • schiacciare o eliminare la concorrenza
  • perdere terreno nella campagna pubblicitaria
  • siamo in una guerra commerciale
  • bisogna invadere il mercato coi nostri prodotti
  • li abbiamo messi nel nostro mirino

La medicina come un’arma

Anche quando parliamo di salute e di cure usiamo fin troppo spesso vocaboli che non sono per nulla pacifici. Basta pensare alle frasi:

  • guerra contro il cancro
  • sconfiggere quel male che lo affligge
  • terapia d’urto
  • è difficile combattere se non si conosce il nemico
  • un nemico invisibile
  • farmaco killer
  • bisogna colpire il bersaglio giusto
Metafora di guerra applicata alla medicina
Sembrano armi spiegate per la battaglia imminente. Anche il colore fa la sua parte!

il che fa preoccupare sia sullo stato emotivo in cui finisce un paziente che si dipinge un contesto per nulla confortante. Secondo gli esperimenti condotti dagli psicologi Hauser e Schwarz, sottolineare la difficoltà della cura del cancro con parole che richiamano la guerra potrebbe far sottovalutare ai pazienti i sintomi della malattia. Inoltre Karen Roberts, la dirigente responsabile per l’infermieristica al Macmillan Cancer Support di Londra fa sapere che l’impatto di questo linguaggio è soggettivo: c’è chi lo sfrutta per sostenersi nella difficoltà e chi si trova in difficoltà a mantenere lo spirito combattivo richiesto.

Per chi conosce l’inglese suggerisco questo articolo: https://www.theguardian.com/society/2019/aug/10/war-cancer-metaphors-harm-research-shows

Mi chiedo anche quale atteggiamento avrà il personale medico sia verso il processo di guarigione che verso le persone che hanno in cura quando usa una simile terminologia.

E’ innegabile che da parte della carta stampata ci sia un abuso di questa famiglia di metafore durante una crisi sanintaria e che questo approccio contribuisca molto al senso di preoccupazione e ansia che si genera in chi legge notizie incorniciate in questa maniera.

Alla fine della battaglia

Al termine delle ostilità vanno tirate le somme e si fa la conta dei caduti. Una frase come questa non sarebbe strana in molte situazioni lavorative o quotidiane se, per esempio, si sta portando avanti un progetto particolarmente impegnativo e sentito.

C’è da fare comunque sempre attenzione all’uso delle metafore (e delle parole) che stiamo “mettendo in campo” e dell’effetto che esse provocheranno in noi stessi e nei nostri interlocutori. Se vogliamo agitare qualcuno, la metafora della guerra è appropriata, ma se il nostro intento è altro è meglio virare su un’altra famiglia di metafore.

E occhio a quando usano un linguaggio di battaglia proprio con noi. Facciamo virare il discorso verso altri lidi, che è meglio per tutti.

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